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NATURA PAESAGGI

Parco della Murgia tra natura selvaggia e grotte preistoriche

il parco della murgia materana - Sentiero Della Murgia

Il Parco della Murgia materana è un luogo aspro, incantevole, suggestivo, con sfumature antiche che rapiscono chi lo visita, restandone soggiogato. Il parco è caratterizzato da una roccia tenera. I colori sono seducenti e i profondi solchi disegnano rupi, come graffi sulla pietra

Territorio della Murgia Materana

Il Parco della Murgia è uno dei paesaggi più spettacolari d’Italia, che testimonia l’antico rapporto tra natura e uomo. Siamo in Basilicata, dove la popolazione è fiera e consapevole di essere custode di vestigia antichissime.

Il Parco della Murgia materana

La Regione Basilicata ha istituito il parco della Murgia materana nel 1990 con lo scopo di tutelare il comprensorio nella sua complessità, considerando gli importantissimi reperti di archeologia preistorica. L’ente di gestione del parco è stato istituito il 7 gennaio 1998 con sede a Matera.

la murgia Sottorranea

Tra le finalità precipue da perseguire la valorizzazione dell’habitat naturale e il patrimonio delle chiese rupestri presenti nell’area naturalistica. Esplorando la Murgia si trovano forre, grotte, gravine utilizzate dall’uomo che vi si è insediato fin dalla preistoria.

Escursione nel Parco Della Murgia

Sappiamo che l’uomo ha popolato la Murgia dall’antichità, con stazionamenti risalenti al Paleolitico e all’epoca neolitica. Ricerche e studi hanno rivelato come questi territori, siano stati curati e percorsi in lungo e in largo da pastori e mandriani.

La Gravina di Matera e le chiese rupestri

Le testimonianze delle fasi antiche d’insediamento si possono ammirare al museo nazionale “Domenico Ridola”. Il parco è situato all’estremità orientale della Basilicata, vicino al confine con la Puglia. Nel territorio vi è la Gravina di Matera, profondo solco calcareo sul fondo del quale scorre l’omonimo torrente.

la chiesa rupestre di santa maria dell'idris

Esso, dopo aver costeggiato i Sassi di Matera, lambisce Montescaglioso, e dopo circa venti chilometri sfocia nel fiume Bradano. Nel parco vi sono circa 150 chiese rupestri disseminate lungo la Murgia e le Gravine perchè nell’Alto Medioevo c’era la presenza di comunità monastiche sia benedettine sia bizantine. I tanti luoghi di culto, sono ricchi di affreschi e incisioni.

Le masserie materane e la macchia mediterranea

In quest’area si trovano anche tantissime masserie, che testimoniano la grande vocazione pastorale ed agricola del territorio. Nel parco si trovano almeno 923 specie vegetali, tra le quali circa un centinaio sono rarissime! Sono diffuse specie erbacee come il timo arbustivo e la salvia argentea, ed anche lo zafferano e il cipollaccio della Basilicata.

Masseria del Parco Della Murgia

Tra la flora rupestre del parco troviamo tra gli altri il Kummel di Grecia, la campanula pugliese e il fiordaliso garganico. Le specie di alberi più diffuse nell’area invece sono il fragno, il leccio, e la roverella. Vi sono tantissimi arbusti di macchia mediterranea tra cui il lentisco, il terebinto, la fillirea, il ginepro rosso e l’olivastro.

Il falco grillaio

Il simbolo del parco è il falco grillaio, chiamato in dialetto u strjscìgnl, un piccolo rapace presente in tutto il territorio. Nel parco troviamo anche il capovaccaio, che è il più piccolo avvoltoio europeo, e poi ancora la poiana e il bellissimo nibbio reale. Tra la fauna terrestre del parco è possibile incontrare tra i sentieri nascosti della macchia mediterranea esemplari d’istrice, volpi, faine, tassi, e ricci.

Il falco del Parco Della Murgia

Vi sono anche esemplari di tartarughe di terra e numerosi cinghiali; s’incontrano lepri e anche tanti lupi. Nel parco si possono trovare rettili autoctoni come il biacco, il cervone, la vipera comune e anche qualche raro esemplare di colubro leopardino. Agli escursionisti può capitare di ascoltare il canto dell’usignolo di fiume e dello scricciolo.

(Foto Facebook Ente Parco della Murgia materana)

Parco della Murgia tra natura selvaggia e grotte preistoriche ultima modifica: 2019-07-30T09:00:31+02:00 da Simona Aiuti
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