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Il fiume Agri, un corso d’acqua che anticamente era navigabile

Agri - Fiume Agri con cascatella

Agri, un nome breve, per un antico fiume che scorre interamente in Basilicata e che dà il nome alla valle omonima. L’Agri è il secondo fiume della regione per lunghezza con 136 km di corso dopo il Basento. E’ anche il secondo per ampiezza di bacino dopo il Bradano.

Agri, il fiume più ricco d’acqua

Tuttavia l’Agri è però il primo fiume lucano per ricchezza d’acqua con una portata media di 20 metri cubi al secondo. Anticamente era chiamato Aciris, Akiris o Kyris, che in lingua osca significava fiume navigabile. Difatti tramanda Strabone che quando le sue sponde erano ricche di boschi, il suo alveo era profondo e ciò rendeva il fiume navigabile. La sua sorgente si trova vicina a quella del fiume Basento, sul Monte Maruggio e sulla Serra di Calvello.

Lago Marsico Nuovo
Il lago di Marsico Nuovo ( Foto Youtube)

Bagna subito il centro di Marsico Nuovo, dove forma un piccolo lago artificiale, scorrendo per alcuni km parallelo alla strada statale 598. Poi, nel territorio di Montemurro, il fiume, dopo essersi arricchito di svariati apporti minori sia da destra, sia da sinistra; viene sbarrato da una diga. Forma il Lago di Pietra del Pertusillo, compreso altresì nei territori di Grumento Nova e Spinoso.

Tra Matera e Potenza

Più a valle il fiume allarga il proprio letto, ricevendo nuovamente svariati affluenti tra i quali i torrenti Trigella e Racanello provenienti da destra. Nei pressi del comune di Sant’Arcangelo il fiume, amplia ancora il proprio letto scorrendo con andamento a canali intrecciati tipico delle fiumare del sud Italia. Fungendo così da confine tra la provincia di Potenza e la provincia di Matera.

Agri - Carpa che affiora

In breve l’Agri riceve da sinistra il grosso torrente Sauro che gli incrementa notevolmente la portata d’acqua, scorrendo sempre tranquillo in un larghissimo greto ciottoloso, formando il piccolo bacino artificiale di Gannano. Pochi chilometri ancora e il fiume entra nella piana di Metaponto dove, dopo aver sfiorato pigramente il centro di Policoro, va a sfociare nel mar Ionio versandosi in un piccolo estuario. Il fiume ha regime marcatamente torrentizio, vive con piene imponenti in autunno e magre accentuate in estate.

Un fiume molto pescoso

Rispetto però agli altri fiumi della regione ha una portata media e soprattutto minima ben più consistente; potendo contare sulla presenza di svariate sorgenti lungo il suo alto corso e di una consistente piovosità media annua su tutto il suo bacino. Il fiume è abitato, almeno nella parte a monte della diga del Pertusillo, dalla trota iridea, dall’alborella e dal cavedano. Presenti anche popolazioni di trota fario da immissione.

Agri - Trota Fario nel fiume

A valle delle dighe del Pertusillo e del Gannano si ritrovano l’alborella del Vulture e il cavedano accompagnati dal barbo, carpa e tinca. Presente anche la lontra che si nutre del granchio di fiume. In alcuni affluenti sono stati rilevati esemplari di gambero d’acqua dolce autoctoni. Alla foce sono rilevati cefalo, cheppia e spigola. Segnalati ma non campionati latterino, nono e spinarello.

(Fiume Agri- Foto Facebook Michele Vignola)

Il fiume Agri, un corso d’acqua che anticamente era navigabile ultima modifica: 2021-07-14T06:44:41+02:00 da simona aiuti

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