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Il rafano, ovvero il “tartufo dei poveri”, rimedio curativo lucano

il rafano - Fiore Di Rafano

Il rafano, anzi, la sua radice dal sapore piccante, è un rimedio naturale per corroborare le difese immunitarie. Questo rimedio naturale, affiancato alla medicina tradizionale, può essere di grande aiuto in questo periodo di lotta ai virus. Parliamo di un prodotto PAT lucano coltivato nell’area del Vulture. Si tratta di un tubero cui si attribuiscono diverse proprietà curative. Esso cresce in prossimità di corsi d’acqua. Si coltiva nella zona di Lagonegro, in Val d’Agri e nell’area del Vulture: è una vera eccellenza lucana.

Il rafano

In Basilicata è considerato da sempre il “tartufo dei poveri”. Si tratta di una pianta stagionale che dopo la raccolta si essicca o si conserva sott’olio, sia come spezia sia come potente rimedio medicamentoso. Da circa 2000 anni, il rafano è conosciuto come pianta medicinale molto stimata per le sue proprietà antibatteriche. È originario dell’Europa Orientale e si coltiva anche in Asia Minore.

il rafano - Radice Di Rafano

In Italia cresce spontaneamente sia in pianura sia in montagna a bassa quota, dalla zona alpina, all’Appennino Tosco-Romagnolo. Inizialmente era molto popolare in Europa Centrale e in Germania, ma col passare del tempo ha raggiunto anche la Scandinavia e l’Inghilterra, Nel sud, trova terreno fertile in Basilicata. Nel Medioevo, il rafano si usava esclusivamente per le sue proprietà curative. Solo dalla fine del XVI secolo comincia a essere introdotto anche in cucina. La produzione lucana di rafano, è un prodotto d’eccellenza di cui la Basilicata va fiera.

Il rafano e la vitamina C

Le antiche metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo, e omogenee per tutto il territorio lucano. La radice del rafano si presenta molto carnosa. Può essere lunga fino a 50 cm e il suo diametro va dai due ai 7 cm. Il rafano contiene un olio che le conferisce il suo caratteristico sapore piccante e un aroma particolarmente acre che ricorda quello della senape.

Rafano Wikipedia
La pianta del rafano – Foto Wikipedia

Come dicevamo, il rafano è apprezzato, oltre che per il gusto, per le sue proprietà benefiche. Tra i principali valori nutrizionali riconosciuti, c’è la vitamina C, ottimale per l’organismo e in particolare per il sistema immunitario. Da secoli l’estratto di questa radice è utilizzato dalle nonne lucane in forma di succo o come decotto macerato nel vino bianco. Si somministrava per sconfiggere anemie e rachitismo. Ma anche per i reumatismi e per la sciatica.

Decotti e tisane

Altro uso officinale che si tramanda è quello di antiscorbutico, emolliente ed espettorante. Questa radice, stimolando la secrezione delle mucose gastriche, facilita la digestione. Aiuta quindi lo stomaco a produrre gli acidi necessari. Consente poi all’intestino di liberarsi dal ristagno di gas. Ha un effetto diuretico ed è un buon antisettico a livello urinario e polmonare. La radice del rafano si rivela preziosa anche per depurare il fegato.

il rafano - Tisana di rafano

Risulta efficace anche nell’affrontare il raffreddore accompagnato da catarri bronchiali. La radice di rafano è come dicevamo, ricchissima di vitamine B e C, e presenta minerali essenziali, come calcio, fosforo, potassio, ferro e magnesio. In virtù del suo altissimo contenuto di vitamina C, superiore anche a quello del limone, in passato quest’ortaggio era usato da chi non poteva permettersi arance, limoni e tanto meno pompelmi. Oggi la radice d’eccellenza lucana, ha perso questa specifica funzione, ma rimane un ottimo antibiotico naturale.

Erbe medicamentose

Questa pianta dalle qualità medicamentose, resta una fonte privilegiata di vitamine e sali minerali. Il rafano quindi, è sempre stato apprezzata per le sue innumerevoli proprietà benefiche e, caduto un po’ in disuso, oggi fa bella mostra nelle erboristerie, per tisane e decotti. Un infuso che contrasta influenza e i suoi sintomi e rappresenta ancora un valido alleato contro le infiammazioni. Parliamo delle vie aeree e urinarie. Infine, esso è analgesico e decongestionante per le vie biliari. Infine, la radice di rafano ha trovato impiego in cucina solo in tempi relativamente recenti, all’incirca a partire dalla fine del XVI secolo.

Il rafano, ovvero il “tartufo dei poveri”, rimedio curativo lucano ultima modifica: 2020-03-11T07:02:02+01:00 da Simona Aiuti
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