CULTURA PERSONAGGI

Rocco Scotellaro, il poeta neorealista della lotta contadina

Scotellaro Immagine Di Copertina

Rocco Scotellaro: il poeta del Neorealismo, dell’impegno sociale e civile, della lotta contadina. Nato a Tricarico (Matera) nel 1923 ha avuto una vita brevissima ma appassionata ed intensa.  Scotellaro è morto a Portici (Napoli) quando aveva solo trent’anni e tutte le sue opere sono state pubblicate postume. La sua figura di poeta ed intellettuale è stata rivalutata negli anni grazie anche allo scrittore Carlo Levi che è stato uno dei suoi amici più cari. L’autore di “Cristo si è fermato ad Eboli” ha firmato la prefazione della raccolta “È fatto giorno” per cui a Scotellaro è stato assegnato il Premio Viareggio nel 1954.

Scotellaro Il Poeta Con Un Amico

L’impegno politico e sociale

Scotellaro si avvicina ben presto agli ideali del socialismo. Manifesta notevole interesse per la letteratura straniera ma anche per la filosofia di Marx e per l’esistenzialismo ateo di Sartre. Fin dalla sua prima giovinezza, Scotellaro prende parte alle lotte contadine di Tricarico. All’età di 23 anni diventa sindaco della sua città ma viene arrestato per qualche tempo nel 1950. Scotellaro viene accusato di concussione dai suoi avversari politici. La giustizia ripristina la verità e il poeta/sindaco viene assolto con formula piena.

Scotellaro Un'immagine Del Poeta

Dopo la scarcerazione decide di non riprendere più l’attività politica. Nei suoi versi, c’è tutta la disperazione e la difficile vita della classe contadina, del Sud. Le sue opere diventano epica del lavoro, narrazione amara e asciutta delle tribolazioni dei poveri. Nelle sue idee che si traducono in versi non manca il messaggio lanciato ai giovani per un impegno politico che riesca finalmente a cambiare la vita di miseria, a cui il Meridione sembra condannato. Per Scotellaro il socialismo è la giusta strada per rivendicare i diritti negati del Sud.

Dare voce a chi non ne ha

La bellezza della natura, la speranza per una nuova vita più giusta e dignitosa, i ricordi dal carcere, il nobile sentimento dell’amore. La poetica di Scotellaro spazia dal canto di protesta a quello per i paesaggi aspri e forti della sua terra. Lo stile è essenziale, diretto, oggi sempre attuale. Il poeta di Tricarico per la sua dirompente forza narrativa non è certo tra gli habitué dei circoli culturali più in voga.

Scotellaro Un Ritratto Del Poeta

Il ritratto di Rocco Scotellaro realizzato dall’amico Carlo Levi

È una voce libera che, anche poetando, lotta per principi e valori basilari come la giustizia e l’equità sociale. Un autore scomodo e troppo all’avanguardia per quei tempi. Il mondo della letteratura e della cultura in genere, lo riscopre e riabilita solo molti anni dopo. L’autore di Tricarico  è cantore di una poesia senza retorica. I suoi versi restituiscono la parola a chi per secoli non l’ha mai avuta. Delle sue opere sono protagonisti uomini e donne da sempre tagliati fuori dalla storia.

Il poeta del neorealismo

Lo scrittore Carlo Levi dopo la morte dell’amico poeta ‘ricompone’ tutta la sua opera. Scotellaro diviene il “Messia del Sud”, i suoi pensieri in rime sono il “Vangelo dei contadini”. L’autore di Tricarico è l’esponente poetico del Neorealismo che, nel secondo dopoguerra, ispira anche molti registi del cinema italiano.

Scotellaro - i versi della poesia Lucania

Tra le tante poesie, Lucania è uno dei canti accorati di Scotellaro per la sua terra, per il suo Sud bello e dannato. M’accompagna lo zirlio dei grilli e il suono del campano al collo d’una inquieta capretta. Il vento mi fascia di sottilissimi nastri d’argento e là, nell’ombra delle nubi sperduto giace in frantumi un paesetto lucano”.

Il romanzo autobiografico

“L’uva puttanella” è l’autobiografia che Scotellaro inizia a scrivere nel 1950. L’uva puttanella è quella che ha gli acini molto piccoli che non sono giunti a maturazione. Nonostante sia ancora acerba finisce comunque nel tino del mosto per fare il vino.

Scotellaro - l'uva puttanella prefazione Carlo Levi

L’uva ancora non matura è la metafora del Sud di quegli anni dell’immediato Dopoguerra. Il romanzo, rimasto incompiuto per la morte prematura dell’autore, viene poi curato per la pubblicazione da Carlo Levi che sull’opera così si esprime: “Questo libro supera il mio Cristo”.

(Foto Facebook Rocco Scotellaro/www.centrodocumentazionescotellaro.org)

Rocco Scotellaro, il poeta neorealista della lotta contadina ultima modifica: 2019-01-26T09:48:14+00:00 da Maria Scaramuzzino
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