ARTE CHIESE

Matera, la cattedrale e l’antica devozione alla Madonna della Bruna

Matera Cattedrale Copertina

È dedicata alla Madonna della Bruna e a Sant’Eustachio la maestosa cattedrale di Matera. Nel 2016 il duomo del capoluogo lucano è stato restituito alla comunità dopo un lungo periodo di certosino restauro. A partire dal 2003 l’edificio di culto aveva subìto dei crolli che, di conseguenza, ne avevano imposto la chiusura. Nel 2006 sono stati effettuati interventi di consolidamento e restauro, tra cui quello delle capriate medievali e dei cornicioni pericolanti. Il 5 marzo del 2016, dopo oltre dieci anni di lavori, la cattedrale è stata riaperta al culto dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che per l’occasione ha aperto la porta santa giubilare.

matera cattedrale - la navata con le colonne

La storia

La cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio è la chiesa madre dell’arcidiocesi di Matera-Irsina. È stata edificata sullo sperone più alto della Civita che divide in due la zona dei Sassi. Risalente al XIII secolo, lo stile dell’imponente edificio di culto è quello romanico-pugliese. In un primo momento il duomo è stato intitolato a Santa Maria di Matera.

Matera Cattedrale Madonna Della Bruna

Nel 1389 Papa Urbano VI ha istituito la festa della Visitazione e la cattedrale è stata dedicata a Santa Maria della Bruna, protettrice della città. Nel 1627, l’arcivescovo Fabrizio Antinori ha voluto dedicare il duomo anche a Sant’Eustachio. Il 2 luglio 1962 papa Giovanni XXIII l’ha elevata alla dignità di basilica minore. Papa Giovanni Paolo II l’ha visitata nel 1991.

L’architettura esterna

Sulla facciata della cattedrale spicca un grande rosone a sedici raggi, sormontato dall’arcangelo Michele. Il rosone è arricchito da 4 colonnine mentre dal frontone scendono 12 colonnine pensili, simboleggianti rispettivamente i 4 evangelisti ed i 12 apostoli. Al centro della facciata si distingue la porta maggiore con la statua della Madonna della Bruna. Ai lati della porta si impongono le statue dei santi Pietro e Paolo, mentre alle estremità della facciata troviamo le statue seicentesche dei santi Eustachio e Teopista.

Matera Cattedrale facciata laterale

Sulla facciata di destra che si rivolge su piazza Duomo si distingue la famosa ‘porta dei leoni’ con le statue dei due felini che reggono le colonne. Su un’altra porta, denominata ‘porta di piazza’, è inserito il bassorilievo raffigurante Abramo, padre delle tre religioni monoteistiche. Il campanile, posizionato sul lato posteriore, è alto 52 metri ed a quattro piani. Ha una base quadrangolare e termina con una cuspide su cui poggiano una sfera e una croce.

Le tre navate

L’interno della cattedrale materana è a croce latina ed ha tre navate. Quella centrale si eleva sulle altre che sono divise tra loro da arcate a tutto sesto, sostenute da dieci colonne sormontate da capitelli in pietra. Ad illuminare la navata centrale dieci finestre col soffitto a capriate ricoperto da un controsoffitto ligneo. Sull’altare della prima campata, della navata sinistra, troneggia un affresco bizantino del 1270 raffigurante la Madonna della Bruna col Bambino benedicente.

Matera Cattedrale Altare Centrale

Il secondo altare della navata sinistra è dedicato a San Giovanni da Matera, il terzo altare è detto di Sant’Anna. La cattedrale ha anche le cappelle del Sacramento, dell’Annunziata e quella dove è collocato un particolarissimo presepe. Si tratta della rappresentazione della Natività realizzata in pietra dura dagli scultori Altobello Persio e Sannazzaro di Alessano tra il 1530 e il 1534. Il coro è un’opera in noce massiccio realizzata tra il 1451 e 1453 da Giovanni Tantino da Ariano Irpino. I cinquanta stalli che lo compongono sono impreziositi con immagini intagliate di santi, animali e figure allegoriche. L’organo, sostituito più volte nel corso dei secoli, attualmente è quello fatto costruire dopo la Seconda guerra mondiale dai Fratelli Ruffatti di Padova.

La festa della Bruna

Il nome “Bruna” attribuito alla Madonna protettrice di Matera, secondo alcuni è riferito al colorito scuro del volto della Vergine. Secondo altri, deriva dal vocabolo altomedioevale longobardo ‘brunja’ cioè ‘corazza’, ‘difesa’ che si riferisce naturalmente alla protezione esercitata dalla Madonna sulla comunità materana. La Madonna viene celebrata ogni anno il 2 luglio, giorno in cui Matera vive con grande trasporto e coinvolgimento la spettacolare “festa della Bruna”.

Matera Cattedrale Festa della Bruna

Tante le leggende che accompagnano il culto antico per la protettrice del capoluogo lucano. Tra queste vi è la narrazione secondo cui una ragazza sconosciuta è apparsa ad un contadino al rientro dalla campagna verso la città di Matera. La giovane ha chiesto all’uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata vicino alla chiesetta di Piccianello, l’ha vista trasformarsi in statua. La giovane che, secondo la tradizione popolare era la Vergine Maria, ha salutato il povero contadino sbalordito esprimendo un suo desiderio: “Su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”. Così, il 2 luglio di ogni anno, il desiderio della Madonna della Bruna viene puntualmente esaudito. La sacra effige della Vergine viene portata in processione sul carro trionfale tra l’esultanza dei suoi devotissimi fedeli.

(Foto Matera 2019/isassidimatera.com/sassiweb.it/sassidimatera.net)

Matera, la cattedrale e l’antica devozione alla Madonna della Bruna ultima modifica: 2019-01-22T18:54:02+02:00 da Maria Scaramuzzino

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