MITI E LEGGENDE STORIE

Il tesoro di re Barbarossa a Matera, tra mito e leggenda

Il Tesoro Di Re Barbarossa - immagine di forziere pieno di monete d'oro

Il tesoro di re Barbarossa è una storia frammista al mito, raccontata come una favola attraverso i secoli, e tramandata oralmente. Tuttavia, realtà storica e leggende, s’intrecciano con la voglia mai domata d’esplorare insita nell’uomo; che convergono nella “Grotta dei Pipistrelli”, dove in un tempo lontanissimo, avvennero forse fatti di sangue e distruzione, inghiottiti dal tempo.

il tesoro di re barbarossa- dipinto raffigurante il Barbarossa

Eppure, questa famigerata grotta, certamente frequentata dalla preistoria, tante cose negli anni le ha svelate. Durante alcuni scavi archeologici condotti da Domenico Ridola, alla fine dell’ottocento, l’archeologo trovò alcuni manufatti preistorici, insieme a oggetti litici e ossei. Emersero anche dei frammenti di vasi d’uso domestico, alcuni antichi graffiti, e addirittura dei fossili riguardanti animali estinti da tempo. Parliamo della jena macchiata, il bue antico, il cervo elafo e l’orso delle caverne, che oggi sono visibili al Museo Archeologico Nazionale di Matera.

Chiese rupestri medievali

Nelle grotte, emersero anche resti di un altare, segni di affreschi e ossa umane; tracce di un utilizzo durante il periodo medioevale come una chiesa rupestre. Tuttavia, pur trattandosi di reperti molto pregevoli, nulla hanno a che fare con il famoso e leggendario tesoro di re Barbarossa. Cionondimeno, esiste una memoria di un principe longobardo che nel 774 avrebbe donato “ecclesiam SS. Angeli et Mariae quae posita est in galo nostro Materae…”; ovvero la chiesa di S. Angelo e Maria posta in un bosco materano.

il tesoro di re barbarossa - immagine di grotte materane

Era consolidata la tradizione di dedicare chiese rupestri agli arcangeli, soprattutto S. Michele. La tradizione voleva le grotte abitate dal maligno, e quindi gli angeli erano posti a difesa delle chiese, in special modo se la grotta era in montagna, davanti al mare o lungo una gravina. La venerazione per S. Michele si rafforzò nell’Italia meridionale con i Longobardi e poi con i Normanni.

Il tesoro di re Barbarossa nella grotta dei pipistrelli

Al riguardo si narra la leggenda di re Barbarossa che, avrebbe distrutto proprio una chiesa ricavata in una grotta. Il mito narra che dopo la distruzione, egli avrebbe seppellito sua figlia con un misterioso tesoro. Sin dall’antichità, l’uomo ha cercato riparo nelle grotte, e tra tutte quelle del territorio materano, la “grotta dei Pipistrelli”, profonda almeno centoventi metri, accende maggior curiosità, con ben tre vie d’accesso.

il tesoro di re Barbarossa - cavaliere longobardo

Adiacente c’è anche la Grotta Funeraria, ed entrambe hanno attratto moltissimi ricercatori intenti a trovare il tesoro di re Barbarossa. Questi antri tuttavia, hanno certamente celato per millenni antichissime testimonianze della vita umana nel territorio materano. S. Michele, il “santo barbaro”, avrebbe dovuto difendere il luogo consacrato. La speranza di ritrovare la preziosa ricchezza del Barbarossa ha spinto, nel corso dei secoli, contadini e pastori a frequentare la grotta e a devastarne, purtroppo, il ricco contenuto di significativi reperti.

Un tesoro forse sotto Gravina di Matera

Parliamo dell’area tra le contrade Ofra e Serra Sant’Angelo, che lambisce il quartiere Agna Le Piane, a occidente della Gravina di Matera. Nell’area, esiste una catena di grotte che si estende fin dentro il cuore della Murgia. Il fascino del mistero e il tesoro di re Barbarossa hanno suscitato la fantasia popolare, che ha creato miti e leggende, legati anche al “diavolo” nelle profondità.

il tesoro di re barbarossa- affresco medievale con colori vivaci

Tanti materani, muniti di badile, hanno lungamente cercato il fantomatico tesoro, ma senza trovarlo. Eppure la grotta ha restituito trenta scheletri e moltissimi altri reperti archeologici. La Grotta era quindi usata per la sepoltura dei defunti. Non sappiamo se nella “Grotta dei Pipistrelli” venne sepolto il tesoro dell’imperatore Federico Barbarossa, ma sappiamo che tantissimi l’hanno cercato. Il materiale rinvenuto è stato studiato negli anni Sessanta del Novecento, dall’antropologa S. Borgognini Tarli. Il materiale è custodito presso il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera.

Il tesoro di re Barbarossa continua a vivere nel mito

Eppure, oltre agli strumenti del Paleolitico rinvenuti nella grotta abitata dall’uomo, sono stati ritrovati anche attrezzi risalenti al Medioevo; testimonianza tangibile che questa “caverna”, è stata certamente frequentata anche in età medievale.

il tesoro di re Barbarossa - immagine di grotta

Riprende quindi vigore un po’ la leggenda del tesoro di re Barbarossa. Il sito tante volte sconvolto da tanti speranzosi ricercatori, cela ancora il mito di un leggendario tesoro perduto.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

Il tesoro di re Barbarossa a Matera, tra mito e leggenda ultima modifica: 2019-04-08T09:00:28+02:00 da Simona Aiuti

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