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Il petrolio in Basilicata, da Enrico Mattei ai giorni nostri

Il Petrolio Pozzo

Il petrolio in Basilicata non è più ricerca e attesa. Le prime attività di ricerca del petrolio in Basilicata risalgono all’inizio del XX secolo. Tuttavia, già nel XV secolo le popolazioni lucane, vedevano “lingue di fuoco” sui monti dell’Appennino. Si trattava del fenomeno delle fiaccole che segnavano il bruciare del metano.

Il petrolio in Basilicata

Nondimeno, nel 1902 ci furono le prime fuoriuscite di petrolio e gas. Solo nel 1912 la Società Petroli d’Italia dopo aver ottenuto la cessione dei terreni iniziò le prime attività di ricerca. In seguito, fra il 1920 e il 1922 delle ricerche mostrarono l’esistenza di una notevole quantità di gas. Nel 1933 l’Agip, costituita dal Governo nel 1926, trovò la presenza di idrocarburi nel sottosuolo.

il petrolio in basilicata - raffineria di Petrolio
Raffineria petrolifera

Gli studi geologici portarono alla scoperta, del giacimento di Tramutola dove, tra il 1939 e il 1947, si eseguirono attività di ricerca e coltivazione. La produzione, seppur modesta, permise all’Italia, colpita dalla Seconda Guerra Mondiale, di sfruttare il petrolio della Val d’Agri. Così si fece fronte alle sanzioni che impedivano al Paese di fruire d’importazioni dall’estero. Nel 1958 grazie a Enrico Mattei ripresero le ricerche, fino a portare, l’anno successivo, alla scoperta degli importanti giacimenti.

Enrico Mattei e il petrolio in Basilicata

Parliamo di zone come Grottole, Ferrandina, Rotondella e Pomarico. Questa prima fase di attività estrattiva si chiuse nel 1959. Tra corsi e ricorsi storici arriviamo al 1989, quando venne scoperto il giacimento “Tempa Rossa” che oggi comprende sei pozzi. Cinque dei quali sono nel comune di Corleto Perticara e uno nel comune di Gorgoglione.

il petrolio in basilicata - Pompa Di Petrolio
Pozzo petrolifero

Il complesso petrolifero ha a disposizione una riserva di 400 milioni di barili di olio. Il vero sviluppo dell’attività petrolifera in Basilicata inizia però negli anni ‘90 quando furono scoperti i giacimenti situati nella Val d’Agri e nell’area Camastra-Alto Sauro. Dal 1990 al 1993 il Ministero dell’Industria conferì ad AGIP le concessioni di coltivazione Grumento Nova, Caldarosa e Monte Enoc /Volturino. Nel 1995 risultavano perforati e in corso di perforazione 18 pozzi. Nel 1996, per la prima lavorazione del petrolio si costruì a Viggiano il Centro Olio “Monte Alpi”.

Petrolio lucano

Esso ha una capacità di trattamento di 1.200 m3/giorno di olio, equivalenti a 7.500 barili/giorno e 300.000 m3/giorno di gas. In anni successivi è stato poi costruito un oleodotto che trasporta il petrolio greggio trattato nel Centro Olio alla raffineria ENI di Taranto. Nel 2001 erano due le concessioni esistenti in Val d’Agri. Nello stesso anno entrò in esercizio il Centro Olio Val d’Agri (COVA).

Il Petrolio Impianto di perforazione
Impianto di perforazione

Giungendo ai giorni nostri, tra qualche mese il Centro Oli di Tempa Rossa, in Basilicata, produrrà finalmente 50mila barili di petrolio al giorno. La conferma è arrivata da Total, Shell e Mitsu poco dopo la firma dell’accordo con la Regione Basilicata. Al riguardo, nel Centro Oli le prove di esercizio sono cominciate il 12 dicembre 2019. Come confermato, stanno dando i risultati attesi. Il petrolio finalmente, potrebbe essere un’opportunità per la Basilicata, nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Barili di petrolio lucano

L’accordo prevede che la Regione riceva in totale circa 1,2 euro per ciascuno dei 50mila barili di petrolio estratti ogni giorno. Ciò naturalmente quando l’impianto sarà a regime, tenendo presente le compensazioni ambientali per 50 milioni di euro ogni cinque anni per cinque quinquenni. Infine si terranno presenti le somme minori per una rete di monitoraggio ambientale. L’intesa prevede, inoltre, che alla Regione spettino quaranta milioni di metri cubi di gas all’anno per 30 anni. Da oggi c’è un’inversione di tendenza non trascurabile. Le compagnie petrolifere non sono antagoniste, ma collaborano con noi per portare avanti lo sviluppo della Basilicata.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Il petrolio in Basilicata, da Enrico Mattei ai giorni nostri ultima modifica: 2020-02-14T07:35:34+01:00 da Simona Aiuti

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