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CIBO

A Carnevale ogni dolce vale

Carnevale Dolce. ogni dolce vale

Il carnevale è alle porte. E a Carnevale ogni scherzo, e ogni dolce, vale! I bambini e i ragazzi meditano su cosa travestirsi e si affrettano a trovare o creare i travestimenti, tra coriandoli, parrucche e trombette. E mentre mettono a soqquadro la casa, le loro mamme e nonne si chiudono in cucina per preparare i dolci tipici della festa più spassosa dell’anno. In Basilicata, e a Matera in particolare, insieme alle chiacchiere, che sono il dolce nazionale del Carnevale per eccellenza, si preparano altre due specialità. Ve le illustriamo.

Le Chiacchiere

Il Carnevale, come tutti sappiamo, apre un lungo periodo di astinenza qual è la Quaresima. Per quaranta giorni ci si dovrebbe astenere dal mangiare carne (almeno i venerdì) e dal cedere agli eccessi. Per prepararsi a ciò, durante i giorni di Carnevale, si mangiavano molti cibi pesanti, fritti nell’olio o nel grasso, in modo da radunare quante più energie possibili. E le chiacchiere hanno anche tale funzione.

Carnevale Dolce. le Chiacchiere

Facciamoci due chiacchiere

Si narra che la ricetta delle chiacchiere arrivi direttamente dai romani: durante i Saturnalia erano soliti preparare dei dolci – i frictilia – con un impasto a base di farina e uova e fritti nel grasso di maiale.
Il nome, invece, si dice derivi da un pasticcere napoletano. Una Regina Savoia, forse Margherita, gli ordinò di portarle qualcosa di dolce da mangiare, poiché, mentre chiacchierava con i suoi ospiti, le venne una gran fame. D’altronde una chiacchiera tira l’altra.
Sono ritagli irregolari dai bordi frastagliati di una pasta i cui ingredienti principali sono farina, uova, e zucchero, aromatizzata con limone, vino bianco o qualche liquore. Rigorosamente fritte e poi spolverizzate con zucchero  a velo.

Il Sanguinaccio

Carnevale Dolce. il Sanguinaccio

Il sanguinaccio

Spesso il Carnevale coincideva con il rito di uccisione del maiale. E visto che di tale animale non si butta niente, qualche sua parte è anche utilizzata come materia prima per la creazione di un dolce carnevalesco, tipico di questa zona: ‘U sanguinoccij.
Il sanguinaccio è una crema che si ottiene a partire dalla lavorazione del sangue del maiale, non ancora coagulato, con latte e zucchero. A ciò si aggiungono cioccolato fondente,  mandorle tostate e tritate, cannella, la scorza di limone o arancia e chi vuole può inserire chiodi di garofano, uva sultanina e qualche biscotto sbriciolato.
In passato i contadini conservavano la mousse così preparata nelle budella del maiale appena ucciso. Una volta riempita, la budella veniva cucita e portata a ebollizione. I bambini gustavano il sanguinaccio spalmato su di una fetta di pane. Altro che crema di nocciole!

I Taralli al naspro

Altro dolcino che si prepara durante il periodo di Carnevale, sono i taralli al naspro.
In termine ‘tarallo’ indica proprio la forma tondeggiante dell’alimento e deriva dal greco toros che significa ‘tondo’.
Eccovi una ricetta: 1 kg di farina 00; 5 uova, un pizzico di sale e uno di zucchero semolato e un bicchierino di liquore all’anice. Per la glassa, o naspro, servono 250ml di acqua, 500gr di zucchero semolato, la scorza e il succo di un limone.

Carnevale Dolce. Taralli Al Naspro

Taralli al naspro.

Basta impastare tutti gli ingredienti insieme fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Dividere l’impasto in piccole parti da cui ricavare dei cordoncini da chiudere a forma di ciambellina. Disporre i taralli in una teglia e infornare a 180° fino a doratura. Quindi sfornare.
Mentre le ciambelline si raffreddano, si può preparare la glassa. Occorre mescolare in una pentola lo zucchero con l’acqua finché lo zucchero non si sciolga e si crei una miscela simile al caramello. A questo punto si deve togliere la pentola dal fuoco e aggiungere la scorza grattugiata e il succo di un limone.
E procediamo con la glassatura. Si devono mettere, delicatamente, i taralli nella pentola e rigirarli, prestando attenzione a non farli rompere, fino a quando sono completamente ricoperti di naspro. Togliere, dunque, dalla pentola e far raffreddare. Una volta freddo il naspro diventa bianco e consistente.
I dolcetti si conservano per qualche giorno e sono ottimi accompagnati da un calice di vino rosso.

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente.
Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale.
Amante della vita e irrimediabile sognatrice.
“Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.

A Carnevale ogni dolce vale ultima modifica: 2020-02-20T10:00:56+01:00 da Serena Villella

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